Aria buona: idee per riattivare l’oratorio ed essere in regola

I bambini hanno vissuto questi mesi in modo molto diverso dal solito, con i loro spazi e le loro abitudini che sono mutati in modo brusco e, spesso, per loro, incomprensibile. La parrocchia e, ancora di più, la comunità ecclesiale che vive in un territorio deve essere il luogo, non solo fisico, dove accogliere il bambino: è proprio lì che il bambino può essere sé stesso e recuperare un po’ di quella normalità perduta.

Ecco che entra in gioco l’oratorio a servizio della parrocchia e del territorio. L’oratorio, infatti, vuole ripartire e non vede l’ora di tornare ad essere una componente importante nella quotidianità dei bambini. Siamo consapevoli che non sarà possibile proporre le grandi attività ludico-ricreative che siamo stati abituati a vivere in oratorio, almeno per ora, ma allo stesso tempo vogliamo lanciare un nuovo anno proponendo idee e spunti utili a tutti i catechisti e animatori degli oratori.

Cosa può fare l'oratorio?

Cos'è l'oratorio quotidiano?

Come mettere in atto attività che rispondano ai bisogni dei nostri quartieri?

Come praticare concretamente l'ascolto?

La parrocchia

La celebrazione dell’Eucarestia deve tornare ad essere il centro della vita dei bambini. Come fare?

L’oratorio può proporre di far celebrare la Santa Messa per i bambini all’aperto nel cortile della parrocchia. Sappiamo bene che settembre e ottobre ormai non sono poi così freddi!

Tornati a messa ecco che anche l’oratorio può sfruttare a pieno questi spazi proponendo attività all’aperto, ma allo stesso tempo sarà difficile tornare alla normalità, con orari scolastici “sballati” e con impedimenti che forse non permetteranno ai bambini di svolgere attività extra scolastiche durante l’anno. È proprio in questo contesto che l’oratorio, con l’attività quotidiana, può essere un forte sostegno alla crescita dei bambini con attività organizzate ogni giorno in piccoli gruppi, ma anche con aiuto-compiti come sostegno ai più piccoli e più fragili per il loro apprendimento e come supporto alle famiglie, anche dal punto di vista economico.

Ti stai chiedendo cos’è l’oratorio quotidiano? L’attività quotidiana consiste in tutte quelle occasioni di incontro feriale con i ragazzi. La parola stessa quotidiano non ci dice di qualcosa che è soltanto feriale, bensì di qualcosa che è inserito in una relazione di crescita e di incontro continua, radicata, non improvvisata, e stabile.

L’oratorio quotidiano educa perciò i ragazzi ad una dimensione quotidiana della Fede, che non si risolve nella sola celebrazione domenicale.

È un grande laboratorio di idee e proposte. La struttura perciò potrà essere molto flessibile o molto strutturata andando da proposte di carattere laboratoriale, come corsi musicali ed artistici, a proposte sportive o di altro genere. La proposta del doposcuola parrocchiale è un’esperienza molto consolidata negli oratori lombardi, che negli ultimi anni sta trovando seguito anche negli oratori romani. L’unico elemento che riteniamo imprescindibile è la preghiera quotidiana, come sempre a misura di bambino.

Suggeriamo la realizzazione di una tessera punti (anche in formato digitale) con lo scopo sia di controllare la presenza dei bambini all’oratorio, sia come strumento per incentivarli a frequentare le attività che durante l’anno vengono proposte loro, dando punti ad ogni presenza oppure ad ogni attività svolta.

Occorrerà, prima di avviare la stagione, aver dunque raccolto attorno all’oratorio parrocchiale ogni risorsa utile a sostenere un corso o laboratorio, considerato che si lavorerà per piccoli gruppi, e calendarizzare orari e luoghi di svolgimento delle singole attività possibili, assicurandosi per ogni gruppo un titolare dell’attività e un altro collaboratore. Sarà il momento di tirare fuori le attitudini e i doni di ciascun parrocchiano disponibile, proponendo il servizio ai giovani e agli adolescenti, ma anche agli adulti, mamme e papà, disponibili a rinnovare l’annunzio del Vangelo.

Il territorio

Non dobbiamo però dimenticarci che è fondamentale non rimanere chiusi nelle mura della parrocchia, ma scoprire e beneficiare dei luoghi del quartiere che si hanno a disposizione. Infatti, chiedendo permessi e autorizzazioni si possono celebrare le messe e fare attività oratoriana nel parco, in una piazza del quartiere o nei cortili dei condomini.

È proprio in questi luoghi che si possono organizzare delle piccole attività in cui incontrare i bambini e le loro famiglie a cui presentare il proprio progetto per il nuovo anno, che sicuramente sarà costituito non da grandi giochi, ma da giochi in piccoli gruppi o a distanza, beneficiando della tecnologia.

Sarà molto importante, quindi, il contatto con le famiglie per fargli riscoprire e rassicurarli circa la bontà della proposta oratoriana per i loro figli.

Un aspetto fondamentale della quotidianità dei bambini e dei ragazzi è sicuramente la scuola: i catechisti dell’oratorio possono farsi promotori di collaborazioni con gli istituti scolastici del territorio, chiedendo l’aiuto del parroco o di altre figure come insegnanti, professori o educatori che frequentano la parrocchia.

Ma come mettere in atto attività che siano davvero missionarie, che rispondano davvero ai bisogni educativi, sociali, relazionali e spirituali dei nostri quartieri?

Mettersi in ascolto sarà la modalità necessaria per intraprendere questa nuova avventura, questa vera e propria sfida rivoluzionaria.

 

L'ascolto delle famiglie e il patto educativo

La nostra proposta è raggiungere le famiglie lì dove vivono. Creare degli stand, da realizzare non solo a margine delle messe domenicali, ma anche, con le opportune cautele, nei punti strategici del quartiere, con giornate ed eventi ad hoc, pubblicizzati con volantini e tramite i canali comunicativi social, o una semplice campagna di telefonate a tu per tu.

In questi stand potremo ascoltare i bisogni del quartiere e delle famiglie, così da intercettare le situazioni di disagio o le possibili collaborazioni per allargare la rete dei contatti sociali e la cooperazione con le famiglie.

Potremo inoltre pubblicizzare le proposte pastorali e raccogliere le adesioni alle attività dell’oratorio, secondo il calendario stilato, attraverso una vera e propria iscrizione, che ricalcherà il patto educativo già utilizzato per la partecipazione all’Oratorio Estivo, dove proprio la collaborazione e la corresponsabilità tra genitori e educatori ha permesso di  vivere l’esperienza nel rispetto delle normative sanitarie contro la diffusione del contagio da COVID 19 (cfr. Che aria tira? Voce agli oratori).

In questo senso vanno lette le Linee Orientative emesse dalla CEI dove sarà possibile attingere alla modulistica necessaria a sottoscrivere le adesioni.

Con coraggio e protesi verso l’altro, verso i nostri fratelli più piccoli, in testimonianza della Buona Novella di cui tanto oggi il nostro Paese ha bisogno per credere e sperare in una società più equa, in una umanità più solidale e in un sistema educativo-relazionale sano e costruttivo.

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