Focus on... Preadolescenti

La preadolescenza rappresenta spesso una fragilità, in quanto terra di mezzo fra l’infanzia e l’adolescenza; a maggior ragione con questo anno difficile alle spalle, questi destinatari così particolari, ma unici e speciali nelle loro peculiarità, ci chiedono un passo in avanti nei loro confronti. Quali ostacoli vive specificamente un preadolescente in questo Gennaio che sa di ripartenza?

 

*È un vulcano in eruzione. Il corpo non ha potuto scaricare una quantità di energia pazzesca. Il metabolismo in questa età (10-14 anni), rispetto alla norma, raddoppia. 

L’oratorio dovrebbe aiutare i ragazzi a riappropriarsi della dimensione corporea. Perciò, via a tutte le attività permesse in questa direzione, ovvero attività sportive ma anche giochi di equilibrio e di precisione! In merito allo sport, ricordiamo che al momento sono ammessi solo quelli che non prevedono contatto fisico (ad esempio il ping pong, gare di corsa, salto a ostacoli) e svolti all’aperto.  

 

*I preadolescenti sono i più vulnerabili all’iperconnessione. Rimangono intrappolati nella confort-zone delle loro camerette. Ma dobbiamo ricordare che la crescita non avviene mai nella confort zone!

Possiamo aiutare i preadolescenti a riscoprire il gusto di “uscire” accompagnandoli a  risintonizzarsi con la natura (sono molteplici le attività che, tempo permettendo, possiamo realizzare all’aperto: passeggiate in bicicletta, giochi di orienteering, giochi di caccia al tesoro, visite in parchi di interesse naturalistico).

 

*I preadolescenti hanno bisogno di una struttura. In questo lockdown hanno subito la destrutturazione degli orari, degli ambienti di vita, delle relazioni… 

L’oratorio dovrebbe far sentire ai preadolescenti che può essere anche quel luogo dove “riallenarsi” alla vita. Educare è “life building”, costruire la vita. Per questo potremmo proporre tutta una serie di attività orientate alla progettualità personale: un diario di bordo di gruppo, la condivisione sui social della giornata tipo tramite un hashtag dedicato, attività che aiutino a capire la necessità di trasformare il tempo “libero” in tempo “liberato” e a distinguere tra “urgenze” ed “emergenze”, lavorando alla stesura di un proprio “decalogo” personale di priorità (cfr. in proposito il famoso racconto dei sassi nel barattolo). 

 

*La preadolescenza è un’età sospesa. Ma è anche un tempo di passaggio in cui il preadolescente continuamente chiede di andare sempre oltre. E’ questo il periodo in cui più di tutti, la crescita avviene per strappi, per salti. L’oratorio dovrebbe essere il luogo che sa dare un annuncio: “oggi si ricomincia!” In oratorio i preadolescenti dovrebbero poter trovare attività coinvolgenti, piene di intrattenimento. Potrà essere utile organizzare delle attività che sfruttino l’ambientazione dell’avventura, di un percorso a sfide, con delle prove iniziatiche; che utilizzino la metafora del viaggio, del cammino. 

 

*Un preadolescente ha ancora tanto, ma tanto bisogno di sentirsi guardato. Ha bisogno di copioni con cui identificarsi, con cui sognarsi. Sembra sempre dirci “non posso diventare grande, senza uno più grande di me!”

In questo senso, da sempre l’oratorio è capace di far sperimentare “prove di volo” e di autonomia. Deve tornare ad esserlo, soprattutto per i preadolescenti. Un luogo dove possano sentirsi preziosi e, nello stesso tempo, allenare le proprie capacità. Proviamo a far organizzare qualcosa a loro, in autonomia: un incontro online, un’attività, una festa per il carnevale, un gioco; sarà il modo migliore per mostrargli la nostra attenzione e la nostra fiducia. 

 

* I preadolescenti sono bravissimi a perdersi. Se gli adolescenti hanno bisogno di sentirsi dire “io sono qui con te”, i preadolescenti hanno bisogno di ascoltare costantemente la frase “io sono qui per te”. I preadolescenti hanno bisogno di sentirsi chiamare. Perciò manteniamo sempre vivo il contatto con loro, anche quando sembrano sfuggirlo, anche quando non rispondono. Non saranno mai loro a cercarci, ma noi sappiamo quanto è facile perderli... 

 

Al termine di questa riflessione, vogliamo ricordare che l’oratorio non dovrebbe mai essere un luogo nel quale si ripetono in maniera stanca cose già fatte. Per questo le progettazioni in oratorio devono sempre partire da un’osservazione attenta dei ragazzi perché l’oratorio è uno spazio relazionale che progetta artigianalmente, su misura. Ogni preadolescente porta con sé una novità e dunque la progettazione “a soggetto” è sempre un’occasione; non esiste sussidio che possa sostituire la presenza dei catechisti, quindi accogliamo tutti i suggerimenti con fantasia e creatività, non trasformiamoci in esercitazioni scritte da altri! 

 

BIBLIOGRAFIA

“In itinere. Pedagogia dell’erranza” di A. Augelli, ed. Pensa Multimedia

“La vita si impara. 50 meditazioni per una vita nuova” di A. Pellai, ill. E. Mannari, ed. DeAgostini

“A mente accesa”, Di D. Lucangeli, ed. Mondadori

“Ora andiamo. Linee guida per la pastorale dei preadolescenti”, Diocesi di Milano, ed. Centro Ambrosiano

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