Le attività per il Primo Tempo Ordinario

Lancio del tema: per sperimentare il diventare attori della missione di cambiamento che questo periodo liturgico e storico richiede

Nel tempo di Avvento e di Natale abbiamo vissuto il concretizzarsi di un’attesa di Speranza e la gioia della venuta del Salvatore che mantiene le sue promesse; in questo Primo Tempo ordinario passiamo ufficialmente all’azione, rimboccandoci le maniche e inaugurando il nuovo anno come un periodo di ripresa, messa in gioco e missione. Le attività proposte di seguito sono legate alla chiamata all’azione e a testimoniare che, seguendo Gesù, tutto può cambiare!

In presenza: si propone un percorso o una staffetta il cui obiettivo dei bambini e dei ragazzi sia ricostruire qualcosa di ‘rovinato’; un suggerimento specifico è di ambientare l’attività nel gioco di Temple Run in cui vi sono le rovine di una città. Durante il percorso i giocatori raccoglieranno pezzi di muri o mattoni ristrutturati che verranno poi attaccati uno alla volta da ogni partecipante su un edificio ‘in rovina’ per ridargli nuova vita. È possibile scegliere come edifici monumenti della città (ad esempio, il Colosseo) al posto delle rovine del Temple Run!

A distanza: si propone a bambini e ragazzi di cercare in casa un oggetto rotto o rovinato e dargli nuova vita riparandolo o dandogli una nuova funzione con l’aiuto dei genitori (es. una vecchia tazza rovinata può essere ridipinta ed utilizzata come vaso per delle piantine aromatiche); al termine saranno invitati e presentare quanto è stato fatto: tramite social per i ragazzi o tramite una videochiamata di gruppo per i bambini.

Approfondimento: per scoprire in che modo mettere le proprie mani a servizio della missione che Dio e la Chiesa ci chiamano a vivere

Gli approfondimenti sono legati al tema proposto nel primo Tempo Ordinario, dunque la chiamata all’azione, il mettersi in gioco e farsi strumento nelle mani di Dio.
In questo ci aiutano le letture delle domeniche, soprattutto le prime, che ci mostrano personaggi che hanno risposto alla chiamata di Gesù, si sono messi alla sua sequela: Andrea e Simone lasciano tutto e seguono Gesù mentre percorre le strade della Palestina, facendo miracoli, soccorrendo i poveri, annunciando la venuta del Regno di Dio, per mostrare a tutti che c’è una Speranza grande, che niente più è rovinato per sempre.
Allo stesso modo, noi siamo chiamati a condividere la Speranza che abbiamo incontrato.

Ai bambini sarà dunque chiesto di preparare dei messaggi di speranza e di ripresa da diffondere alle persone della parrocchia: la scelta del pensiero sarà libera e i messaggi saranno lasciati sui banchi durante la messa e anche affidati alla Caritas, per essere inseriti nei pacchi alimentari che distribuisce, oppure affidati ai ministri straordinari che portano l’eucarestia agli ammalati o, infine, distribuiti nelle cassette postali del proprio palazzo. I catechisti dovranno curare bene la formulazione della proposta e farla arrivare ai bambini come una vera e propria richiesta (“chiamata”), mettendosi a loro disposizione per vivere insieme l’esperienza. Sarebbe bello accompagnare la proposta alla lettura, possibilmente mediata attraverso strumenti appositi, del Vangelo di Marco (1,14-20).

Ai ragazzi, invece, viene chiesto di mettersi in azione verso i più piccoli. Si propone, dunque, di far preparare loro un piccolo momento di preghiera o di gioco per i bambini di età inferiore alla loro. Successivamente i ragazzi possono essere portati a riflettere sul senso della Missione e sulla chiamata al servizio: prendersi cura dei più piccoli è un gesto prezioso che mette i ragazzi in una situazione di sostegno nei confronti dei bambini. Spesso i bambini guardano ai ragazzi come modello, dunque è bello che i ragazzi entrino in campo per prendersi cura di loro.

L’obiettivo è far riflettere i bambini su come Gesù ci chiami per nome per spenderci a servizio degli altri… per intraprendere una vera e propria Missione nelle nostre comunità, portando un messaggio di speranza e cambiamento!

Attività: per condividere il senso di questa nuova missione e questo nuovo cambiamento

Quale occasione migliore se non il carnevale per portare gioia nel proprio quartiere ed essere coinvolti in prima persona come attivatori di speranza.

Carnevale con i nuovi ‘supereroi’: si propone di far travestire bambini i ragazzi come coloro che in questo particolare periodo storico hanno ‘operato’ un cambiamento; in particolare si fa riferimento a medici, infermieri, scienziati, dipendenti del supermercato, corrieri e …. AMPIO SPAZIO ALLA FANTASIA!

Alla conquista del nostro quartiere: si può organizzare una sfilata di maschere in giro per il quartiere; eventualmente sarà possibile organizzare una piccola sfilata online!

Premiazione delle maschere: la tradizionale premiazione delle maschere potrà essere proposta online, tramite social, oppure in presenza durante la sfilata per il quartiere.

Alla scoperta delle maschere regionali: in presenza, online o tramite social, famiglie e catechisti possono cimentarsi nella riproduzione delle maschere tipiche regionali magari presentandolo la loro storia e riportando qualche curiosità!

Carnevale nel mondo: si può proporre a bambini e ragazzi di fare una ricerca sulle tradizioni carnevalesche nel mondo e, sia in presenza che a distanza, si potrà organizzare un giro del mondo dal carnevale di Rio alla festa dei folli a Parigi.

Filastrocche di carnevale: per i più piccoli si può proporre di fare un video in cui recitano la filastrocca di carnevale che hanno imparato a scuola oppure una loro scelta.

Per seminare buone notizie e speranza, chiediamo agli oratori di pubblicare foto dell’attività del carnevale sulle proprie pagine social, che il COR si impegnerà a rilanciare.
Si raccomanda che siano tutte attività in linea con le normative in vigore al momento.

Preghiamo insieme
Per aprire il nostro cuore alla missione alla quale Gesù chiama ognuno di Noi

Suggeriamo di proporre ai ragazzi un momento celebrativo all’interno del proprio gruppo; una liturgia della Parola nella quale ascoltare il brano del Battesimo del Signore (Mc 1, 7-11) e quello della chiamata di Andrea e Simone ((Gv 1, 35-42 oppure Mc 1, 14-20 che sono letti rispettivamente nella seconda e terza domenica); il secondo momento della celebrazione sarà costituito dal ricordo del proprio battesimo attraverso un segno (ad es. l’accensione di una candela al cero pasquale, oppure il segnarsi della croce con l’acqua benedetta); infine, i ragazzi riceveranno il mandato di impegnarsi ad essere seminatori di speranza, l’impegno a farsi portatori dell’ottimismo e della fiducia che viene dall’aver incontrato Gesù, vera Speranza del mondo.
Qualora si fosse impossibilitati a realizzare questo incontro, invitiamo almeno a introdurre un mandato specifico affidato ai bambini e ai ragazzi al termine della celebrazione eucaristica domenicale dell’oratorio.

Il cambiamento: per diffondere la speranza

A livello personale

Come viene esplicitato nel titolo di questo periodo liturgico “Cambia la strada” e questo accade perché Gesù ci chiama alla missione, ma non una missione impossibile o qualcosa che non è nelle nostre capacità, bensì ci chiama ad aprire gli occhi e a vedere quali occasioni per “cambiare il mondo” o, più semplicemente, per “fare del bene” abbiamo quotidianamente davanti a noi.

Per vivere il senso profondo di questo cambiamento, che è soprattutto un cambiamento di sguardo e di cuore, e farsi carico del mandato che ricevono nel momento celebrativo, chiederemo ai ragazzi di porre attenzione a tutte quelle situazioni nelle quali potranno essere davvero “seminatori di speranza”. Se lo riteniamo opportuno, per far acquisire maggiore consapevolezza, potremmo chiedergli di realizzare un diario personale nel quale annotare le “Occasioni di bene” che colgono intorno a sé (anche quelle alle quali non hanno saputo rispondere).

Impegno di gruppo

Come gruppo, i ragazzi saranno chiamati a concretizzare l’attività descritta e preparata nel momento dell’approfondimento del tema: per i più piccoli, “Pillole di speranza”, l’attività che vedrà la distribuzione dei messaggi preparati; con i preadolescenti, invece, realizzeremo il momento che loro stessi avranno progettato e curato per i più piccoli.

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