Focus on... Il territorio

L'Oratorio, nelle indicazioni del suo progetto educativo, è definito come cardine, come ponte tra la comunità parrocchiale e il territorio, dove per territorio non si intende solo l’aspetto fisico del quartiere, ma soprattutto il contesto umano dove la parrocchia è inserita. L’idea di questo ponte che unisce la parrocchia al quartiere è un’immagine molto forte, che deve far capire come l’evangelizzazione dei bambini e dei ragazzi del quartiere in cui abitiamo non è limitata e confinata alle mura della parrocchia, del cortile dell’oratorio, ma raggiunge il suo massimo splendore nella testimonianza che possiamo dare a chi in parrocchia e in oratorio non mette piede.

L’esperienza che abbiamo fatto di Cristo, nel tempo liturgico precedente, ha avuto alla base l’incontro “fisico” che ognuno di noi ha vissuto con Lui, siamo stati coinvolti dagli eventi concreti della sua vita, che hanno poi portato alla manifestazione del suo amore per noi, nella sua morte e resurrezione.

Alla base della nostra esperienza c’è stato quindi un incontro con una Persona, una conoscenza dell’Altro che ci ha permesso di entrare in comunione con Lui, ecco perché l’apertura al territorio, il nostro uscire “fuori” è la chiave di lettura che dobbiamo mettere in atto in questo tempo di Pasqua. Perché se da questo incontro ci siamo sentiti cambiati profondamente, non possiamo lasciare chiusa in noi stessi quella gioia che ne è scaturita, dobbiamo per forza con slancio e profonda convinzione metterla a frutto per essere esempio per gli altri.

In questo momento storico, dove il contatto, la conoscenza, l’esperienza che viviamo è alquanto atipica, perché costretti a un isolamento fisico che ci fa perdere la profondità dell’incontro, è necessario riappropriarci di una relazione più “reale” (non dietro ad un monitor) e metterci in cammino verso l’altro, per lasciarci conoscere e fare in modo di essere noi stessi testimonianza di fede per chi incontriamo.

Proprio per questo, vogliamo proporre delle iniziative da svolgere nel quartiere, che possano essere momenti di incontro dove gli aspetti della vita quotidiana vanno ad intrecciarsi con quelli più profondi, più intimi che fanno parte della nostra sfera più spirituale e della nostra dimensione ecclesiale.

Andare in tutto il mondo e proclamare il Vangelo ad ogni creatura non è prerogativa di alcuni, ma è la missione a cui tutti noi battezzati siamo chiamati, in virtù dell’amore che Dio ci ha donato.

Riprendiamoci il quartiere:

  • individuare luoghi all’aperto presenti nel quartiere, per esempio un parco o anche una piazza di un giardino pubblico, come luogo di ritrovo definito 
  • creare un calendario di appuntamenti nel periodo che va dall’11 aprile al 23 maggio, che preveda almeno due giorni di incontro (un giorno infrasettimanale più la domenica) 
  • Nel giorno infrasettimanale, proporre attività a tema e aperte a tutti i ragazzi e bambini del quartiere, che si trovano nello specifico nel luogo individuato. A tali attività saranno invitati anche i bambini/ragazzi dell’oratorio, che però non sono il nostro destinatario principale: il nostro obiettivo in quel momento sarà quello di trovare la modalità giusta per coinvolgere chi normalmente non frequenta la parrocchia. Le attività in questo caso devono attirare e coinvolgere, quindi sicuramente saranno meno formali, ma allo stesso tempo capaci di permettere l’incontro con l’altro e metterlo a proprio agio, per poter instaurare un primo livello di conoscenza. Ai ragazzi e i bambini che si riuscirà a coinvolgere, non al primo appuntamento, si potrà fare la proposta di venire anche la domenica.
  • La domenica invece, o a rotazione i singoli gruppi dell’oratorio o tutto l’oratorio (se la situazione epidemiologica lo permette), potranno vivere l’esperienza dell’oratorio non dentro le mura parrocchiali, ma all’aperto negli stessi luoghi individuati nell’infrasettimanale. 

Alcuni esempi di attività possibili:

  • laboratorio di disegno “en plein air”: un animatore vestito in maniera buffa fa da “modello”, e ciascun bambino deve ritrarlo. Nell’incontro successivo si organizza una mostra all’aperto dei disegni e una giuria di “esperti” formata dagli altri catechisti di oratorio premia i 3 lavori migliori
  • escape room (all’aperto): gli animatori delimitano una zona della villa/parco/piazza dove si svolge l’attività, e un gruppo di partecipanti deve risolvere degli enigmi entro un tempo massimo per poter uscire dalla “stanza”. 
  • Caccia al tesoro itinerante: gli animatori predispongono una mappa della zona di gioco da dare a ciascun partecipante (si può fare in maniera individuale, se possibile si possono fare piccoli gruppi di 2-3 bambini, eventualmente prevedendo un caposquadra più grande). Si fornisce a ciascuno una lista di cose da trovare (possono essere oggetti messi lì in precedenza dagli animatori o oggetti già presenti sul luogo, es. fontanelle, statue, lampioni, etc.). Si dà un tempo massimo per cercare gli oggetti, senza spostarli ma segnandone la posizione sulla mappa. Vince chi ha trovato più oggetti nel minor tempo.  
  • L’isola degli eroi: ispirato a un programma televisivo in onda su Boeing TV, nello scenario di un’isola misteriosa un gruppo di partecipanti (della stessa età) dovranno affrontare numerose ed avvincenti sfide per riuscire ad ottenere il titolo di eroe/eroina. Le prove potranno utilizzare strutture eventualmente presenti sul luogo (scivoli, corde per arrampicata, canestri, etc.) oppure essere preparate dagli animatori (percorsi a ostacoli, prove di velocità, abilità con la palla, etc)

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