L'attività in oratorio nel tempo di Pasqua

IL LANCIO DELL'ATTIVITÀ

Per vivere un’esperienza che ci fa “toccare con mano”

“...quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono [...] di ciò diamo testimonianza” 1Gv 1,1

Proponiamo agli oratori di iniziare l’attività del tempo di Pasqua realizzando per i ragazzi un percorso sensoriale. 

(Ricordiamo che tutte le attività vanno proposte ad un gruppo ristretto di bambini e i materiali utilizzati opportunamente distinti per ogni bambino oppure sanificati di volta in volta)

I ragazzi potranno accedere ad un percorso libero nel quale troveranno:

  • oggetti da toccare: i bambini dovranno inserire le mani in due buchi praticati in una scatola nella quale saranno posti oggetti diversi per forma e consistenza;
  • sensazioni da sperimentare (ad esempio il freddo, attraverso una bacinella di acqua gelata, o il caldo, attraverso uno scaldino);
  • odori: che possono risultare secondo i gusti personali piacevoli o sgradevoli (tester di profumi)
  • vista: una sala di esposizione di immagini che vanno ricomposte, oppure che vanno abbinate ad un colore, secondo la sensazione che ci fanno provare. 
  • Gusto: sperimentare gusti diversi (esempio caramelle alla menta forte, al miele, alla frutta, a gusti particolari… oppure sperimentare le diverse tipologie di sapori: dolce, salato, aspro…).

Se opportuno, le tappe che non riguardano la vista possono essere vissute con gli occhi bendati, per aiutare i bambini a concentrarsi meglio sulle proprie sensazioni.

A distanza

Si possono lanciare alcune sfide tra i bambini che sono a casa. Giocando contemporaneamente, si può chiedere loro di portare alcuni oggetti davanti al monitor (ad es. qualcosa di caldo, qualcosa di ruvido, qualcosa di viscido e così via). Vince punti chi porta per primo l’oggetto e insieme poi si commenta. Evidentemente le sfide dovranno interessare tutti i sensi perciò, dopo l’oggetto scelto  in base al tatto, possono essere lanciate sfide sui colori, su musiche da riconoscere, su cibi da preparare o trovare in casa. 

L’ APPROFONDIMENTO

Per scoprire che l’essere testimoni significa saper raccontare ciò che abbiamo visto, udito, vissuto…

Facciamo raccontare ai bambini e ai ragazzi le sensazioni e le emozioni vissute durante il percorso sensoriale. 

E’ un’esperienza che ciascuno di noi può raccontare ai propri amici: forse, se per noi è stata un’esperienza bella e sappiamo trovare le parole giuste per raccontarla, questo potrebbe far venire loro voglia di provarla. 

Testimoniare significa raccontare un’esperienza vissuta intensamente per trasmetterla agli altri e, perché la testimonianza sia valida, significa affermare qualcosa di vero! 

Ci sono poi esperienze che cambiano completamente la propria vita e allora non possiamo fare più a meno di raccontarle. Questo è quanto accade all’apostolo Tommaso (Gv 20, 19-31 - Vangelo della domenica in Albis): Tommaso tocca con mano il corpo di Gesù risorto e questo cambia la sua vita, perché tocca e vede la Resurrezione, qualcosa di incomprensibile (Gv 20, 19-31 - Seconda domenica di Pasqua)

Gli apostoli hanno raccontato a tutto il mondo la loro vita con Gesù e la loro esperienza della sua Resurrezione; la loro testimonianza ci è arrivata attraverso la storia di quegli eventi riportata nei vangeli e attraverso la comunità della Chiesa.

Per Tommaso, per tutti loro, l’incontro con Gesù e la sua Resurrezione, sono state esperienze che hanno inciso nel profondo, hanno cambiato le loro vite. Per questo il loro annuncio si è diffuso in tutto il mondo e sono stati capaci di “portare frutto” (Gv 15, 1-8 - Quinta domenica di Pasqua) 

Noi cosa testimoniamo? Quale è stato il nostro incontro con Gesù? Quando abbiamo “toccato” il suo amore per noi? Lasciamo ai ragazzi la possibilità di interrogarsi su queste domande e poter dare la propria personale risposta. Aiutiamo i più piccoli a mediare questa riflessione aiutandoli a capire i mille modi nei quali Gesù ci mostra il suo amore attraverso le persone che si prendono cura di noi (i genitori, gli insegnanti, i catechisti, l’oratorio)

Anche noi possiamo incontrare Gesù nella Parola, nella Chiesa, nei fratelli che incontriamo. Se questa è un’esperienza significativa, noi diventiamo migliori e “portiamo frutto”, perché possiamo raccontarla agli altri con gioia e… contagiarli!

A distanza

Dopo l’incontro, in una videochiamata con tutti i nostri amici che sono a casa raccontiamo come abbiamo riflettuto sull’esperienza fatta insieme e cosa c’entra il vangelo di Tommaso. Ci rendiamo conto insieme che questo che stiamo facendo è “testimoniare”, raccontare con gioia quanto abbiamo vissuto. 

L'ATTIVITÀ 

Per ri-esprimere il senso della testimonianza nel nostro gruppo e nella Chiesa

Gesù ci manda nel mondo a testimoniare la sua amicizia, anche ai più lontani. Prepariamo qualcosa (una lettera, un videomessaggio, un oggetto da costruire, un disegno) per un amico lontano, per testimoniargli la nostra vicinanza e la nostra amicizia. Il catechista può impegnarsi a “fare da postino” per far giungere i doni ai diversi destinatari (e-mail, posta, recapito personale, secondo il destinatario e l’oggetto). 

Un’ulteriore attività che si può proporre sia in presenza che a distanza può essere quella di lavorare tutti ad uno stesso disegno che viene assegnato dal catechista e che, una volta che il primo componente della squadra lo abbia iniziato, passa ai suoi compagni attraverso una staffetta: gli apostoli ci hanno tramandato un disegno che è arrivato a noi attraverso altre persone e che noi stessi contribuiamo a realizzare, per lasciarlo a nostra volta ad altri, fedeli all’immagine originale, ma rendendola ancora più preziosa attraverso il nostro personale tratto.

LA PREGHIERA

Per incontrare Maria di Nazareth, prima Testimone di Gesù

  • Suggeriamo, per la preghiera personale e in famiglia, di riscoprire la preghiera “Regina Coeli” prima dei pasti; si tratta di una preghiera pasquale e mariana, nella quale risuonano la gioia della Resurrezione e la fede serena e forte di Maria.
  • Per l’esperienza celebrativa comunitaria rimandiamo all’attività mariana “Raccontaci Maria”. 
  • Per i più grandi suggeriamo se possibile la partecipazione attiva alla veglia di Pentecoste: attraverso il dono dello Spirito agli Apostoli e a Maria riuniti nel Cenacolo nasce la Chiesa, la più grande testimonianza dell’incarnazione, morte e resurrezione di Gesù. Un messaggio da portare fino agli estremi confini della terra. 

IL CAMBIAMENTO 

Per diventare testimoni nella nostra vita

Come impegno di gruppo, proviamo a testimoniare alla comunità parrocchiale e al nostro quartiere la presenza dell’oratorio anche in questo anno particolare, con nuove forme di incontro e di attività. Nonostante tutto, noi ci siamo stati ed abbiamo vissuto esperienze belle e significative! La testimonianza può essere realizzata attraverso un videoracconto (con voci di ciascuno dei bambini), un murales (realizzato come un puzzle con lavori personali di ciascuno, ad esempio invio la foto di un lavoro o un’esperienza bella che ho vissuto con l’oratorio), una preghiera dei fedeli per le celebrazioni eucaristiche domenicali di questo tempo. I più grandi potranno gestire il racconto sulle pagine social dell’oratorio e sul sito parrocchiale o dell’oratorio. 

A livello personale, l’impegno sarà quello di raccontare di più agli altri le cose belle che ci succedono, gli incontri che facciamo… quando vediamo un bel film lo raccontiamo a tutti, perché non farlo con le cose davvero importanti?

Clicca qui per i link utili: il tema della testimonianza nelle letture domenicali

Centro Oratori Romani
Piazza San Giovanni in Laterano 6/A
00184 - Roma

06 69886406
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Oratorio ONLUS
Piazzale delle Belle Arti 2
00196 - Roma

C.F. 97534570581

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