Cambia la Storia: nasce il Salvatore

“Attendere: infinito del verbo amare”, scriveva il Vescovo don Tonino Bello. Davvero l’Avvento ha a che fare con l’amore. È il riconoscimento pieno di gratitudine per l’incarnazione e la nascita di Gesù dal grembo della Vergine Maria, che Lei ha accolto e atteso con amore, ma è anche l’attesa dello stesso Signore Gesù alla fine dei tempi. Colui che ha voluto farsi uomo come noi e dare la vita per la nostra salvezza è lo stesso che ci sta venendo incontro per farci entrare con Lui alla festa di nozze che non avrà fine.

Mettiamo il vestito più bello e andiamo verso di Lui pieni di gioia!

Don Simone Carosi

Assistente spirituale del Centro Oratori Romani

Non una semplice pazienza, non un’attesa vana, non un aspettare un evento, ma prepararsi, cambiare mentalità ed aprire gli occhi. 

La domanda profonda che ogni catechista di oratorio si pone in questo Avvento è:

“Quale Annuncio, in questo momento così particolare, può essere fatto ai bambini e ragazzi, della venuta di Gesù? “

In genere, i nostri sforzi pastorali per l’Avvento erano agevolati in qualche modo dalla conoscenza e dall’arrivo di una festa, adornata da lucine, regali e momenti gioiosi in famiglia. Questo evento, così celebrato, a tutti i livelli della società civile, connotato da valori comuni e tradizionali, rendeva anche più facile preparare i bambini ad atteggiamenti di attesa e pazienza verso qualcosa di molto lieto, conosciuto ed in qualche modo condiviso. Questa volta, ancor più degli scorsi anni, servirà fare emergere con forza il vero senso del Natale di Gesù, per non cadere nella trappola che questo Natale sia solo la brutta copia di altri più felici ed “importanti” e per evidenziare, ancor più, che il senso profondo della Festa è proprio la Nascita del BAMBINO GESÙ.

Ci troviamo costretti a risignificare questa attesa, a dare significato all’obiettivo vero della nostra attesa, a dare significato alla venuta di Gesù nella nostra vita, nella nostra storia, nel nostro oggi, sconvolto dalla pandemia, che non ha escluso da profonde modificazioni sociali e psichiche anche il mondo dei bambini e dei ragazzi.

In questi mesi abbiamo dovuto insegnare loro a non manifestare fisicamente l’affetto, a non manifestarlo verso i nonni, ad avere attenzione verso i propri simili, a rimanere distanziati e ad evitare situazioni di contatto. Si sono visti isolare periodicamente, sempre con il timore di perdere ancora, come in primavera, quella routine quotidiana e quel momento di grande crescita che è la scuola. Hanno visto saltare le attività sociali e sportive, di squadra e di contatto, la piscina, la musica, le feste. Dunque, in questo momento, più che mai, l’Oratorio, riconosciuto tra le attività essenziali, neppure sospese dagli interventi legislativi restrittivi emanati ad oggi, resta tra i pochi baluardi e punti di riferimento per annunciare ai bambini ed alle famiglie la Gioia e la Felicità, che viene da Dio. L’Oratorio può divenire, quindi, luogo e momento per annunciare la Speranza che nasce nel Mondo, la nascita di un Dio che condivide gioie e dolori, per accompagnarci con animo caritatevole tra le fatiche del mondo, per portare un amore profondo, un amore di figli, un amore fiducioso che può veramente sollevarci soprattutto dinnanzi al buio della malattia e della morte.

“Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri” (Mc 1,3)

Nella Seconda domenica d’Avvento (6 Dicembre 2020) nel Vangelo di Marco (Mc 1, 1-8) sentiremo l’invito a preparare la strada, a raddrizzare i sentieri affinché il Salvatore possa essere accolto nel nostro cuore. Dunque non una semplice pazienza, non un’attesa vana, non un aspettare un evento, ma prepararsi, cambiare mentalità ed aprire gli occhi. Prepariamoci davvero alla rivoluzione dell’Amore, ora più che mai necessaria per renderci lievito di bene nella famiglia, nella Chiesa e nella società, buona novella nel mondo.

Nella Terza domenica d’Avvento (Gv 1,6-8.19-28) arriva il grande Annuncio: arriva nel mondo la Vera Luce!

“Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.” (Gv 1, 7-8)

Viene la luce. Cristo Luce del Mondo.

Dal buio di una mangiatoia, nelle difficoltà di un’umile famiglia, privata di ogni appiglio, sociale ed economico, si accende la Vera luce, in grado di ridare senso alle nostre vite appese, in grado di generare, anche attraverso i bambini, testimoni della gioia, “untori” dell’amicizia con Gesù e della fiducia verso il Padre, la conversione dei cuori.

Si tratta di un incontro che cambia la Storia del Mondo, ma se non andremo alla grotta, con il cuore rinnovato, non cambierà anche le nostre vite. Nasce Colui che può salvarci. Si incarna nel “qui ed oggi” per essere DIO CON NOI. Ed allora, siamo operosi, “drizziamo la via” eliminando tutti quegli ostacoli che rischiano di non farci trovare il Bambino.

Cambia la Storia: nasce il Salvatore.

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