|
|
 |
 |
C.O.R. - Gli Oratori Associati |
Parroco: P. Andrzej Jozef MILEWSKI (O.C.D.)
Vicario parrocchiale: P. Piotr OLSZEWSKI (O.C.D.)
P. Jan URBANIAK (O.C.D.)
Diacono permanente: Diac. Valerio CIMAGALLI
Storia
La parrocchia è stata eretta il 12 aprile 1931 da Pio
XI con la bolla "Pastorale Munus". Il territorio, desunto dalle
parrocchie di S. Maria in Trastevere, di S. Maria delle Grazie
alle Fornaci, di S. Maria del Carmine e S. Giuseppe al Casaletto,
fu determinato entro i seguenti confini: "A partire da Porta
S. Pancrazio, volgendo dalla parte destra - Mura di Roma fino
all’angolo rospiciente il villino con ingresso al n.4 - confini
di questo villino e della seguente proprietà Medici del Vascello
fino alla Via delle Fornaci - Via delle Fornaci e Via Aurelia
(lato sinistro fino ai confini della diocesi di Roma con la diocesi
di Porto-S. Rufina ) - a partire dalla Porta S. Pancrazio, volgendo
dalla parte sinistra, mura di Roma fino all’incontro di Via Regnoli
- Via Regnoli - Viale Quattro Venti fino all’incontro della Via
Vicinale - confini tra le proprietà Husman, Alvi e Coppari a
destra, cooperativa Baldina, Cavallazzi e Barbieri a sinistra,
traversando la via del Casaletto - quindi Via Forte Bravetta
fino all’incontro di Via Bravetta - Via Bravetta fino all’incontro
di Via Casetta Mattei e da questo punto, attraverso la campagna,
in linea retta fino alla via della Pisana, lasciando a destra
la Vaccheria Pozzi - Via della Pisana fino ai confini della diocesi
di Roma con quella di Porto-S.Rufina".
Il riconoscimento agli
effetti civili é stato ottenuto il 19 agosto 1932. La storia
della Basilica è legata al martirio di S. Pancrazio, del 12 maggio
del 304, e alle sottostanti catacombe, che, in parte, già esistevano
col nome di cimitero di Ottavilla, quando in esse fu sepolto
il giovane. Il culto del martire si diffuse a tal punto nella
pietà popolare che papa Simmaco (498-514), demolita una fatiscente
basilicula, eresse sul medesimo luogo la grande basilica. Il
papa S. Gregorio Magno (590-604) l’ebbe molto a cuore e, espulsi
i preti di S. Crisogono che la tenevano in abbandono, vi istituì
un monastero, affidandolo ai monaci Benedettini sfollati da Montecassino
a seguito dell’invasione del Longobardi. Dopo poco più di un
secolo, l’antica Basilica di Simmaco fu restaurata e quasi ricostruita
dalle fondamenta da papa Onorio I (625-638), che l’ampliò delle
due navate laterali e costituì l’altare della confessione e la
sottostante cripta semianulare dove trasportò il corpo del Martire.
La basilica, restaurata dal Card. Ludovico da Monreale nel 1606
e concessa ai Carmelitani Scalzi da Papa Alessandro VII con bolla
del 2 marzo 1662, subì devastazioni sul finire del sec. XVIII
e nel 1854 veniva dichiarata monumento nazionale.
fonte: Vicariato di Roma |
|
| |
|
|
|
| |
|
|
|
|