IN RICORDO DI FRANCESCO CARTA

" C'è ancora un bambino che sta parlando! ".
Chi ha frequentato il nostro oratorio parrocchiale negli anni '60, ricorderà questa frase.
A pronunciarla era Francesco Carta, fondatore e primo direttore dell'Oratorio parrocchiale .
Era sufficiente per far raccogliere, in un attimo, in un silenzio devoto, due o tre centinaia di ragazzi vocianti.

Francesco Carta non c'è più . E' morto sabato 17 di febbraio, nella festa dei Santi Sette Servi di Maria.
A Francesco non sarebbe dispiaciuto essere definito Servo di Maria perché della Madonna è stato sempre devotissimo.

Formatosi nell'Azione Cattolica, conobbe nel dopoguerra Arnaldo Canepa , il fondatore del Centro Oratori Romani e, alla sua scuola, si fece anche lui fondatore di oratori in diverse parrocchie di Roma, dal centro alla periferia, fra le quali anche la nostra.
Una sera del novembre 1961 , prese contatti con p. Giuseppe Leonardi, il primo parroco di Torre Spaccata, per organizzare anche nel nostro quartiere l'oratorio parrocchiale.
Il quartiere era appena nato; i primi alloggi erano stati assegnati nell'estate di quell'anno.
Mancava tutto ma non i ragazzi. Ce n'erano tanti e tanti altri ne sarebbero venuti.
Francesco mise la sua esperienza di animatore a servizio del nuovo quartiere, nel quale anche lui era venuto ad abitare, e vi iniziò l'oratorio.

Sono ormai quarantasei anni che l'Oratorio vive nella nostra parrocchia e nel nostro quartiere.
Centinaia, migliaia di ragazzi e di ragazze lo hanno frequentato, ricevendone parole e gesti di salvezza. Decine, centinaia di catechisti si sono succeduti nell'animazione dell'Oratorio.
All'inizio di tutto questo, ci sono il servizio e la testimonianza di Francesco Carta .

Quelli che lo hanno conosciuto e con lui si sono formati ne hanno apprezzato la fede forte, l'amore per la Chiesa, la devozione sempre appassionata, l'impegno costante nello studio e nell'approfondimento della fede, lo spirito di servizio, la fedeltà alla sua vocazione di catechista, il senso forte della dignità del laico e del servizio laicale nella Chiesa, la tenacia e la passione nel lavoro pastorale che lo portavano a volte anche a scontrarsi con chi non aveva capito la centralità, per la società e la Chiesa, della formazione cristiana delle nuove generazioni.

Francesco ci ha lasciato.
Ora anima l'oratorio nel Regno dei cieli. Ce lo immaginiamo riunito in Consiglio, insieme ad Arnaldo Canepa, a Ugo, a Duilio, ad Alfonso, a Giuseppe, a Desiderio, a Crescenzio, a Piero e a tutti gli altri che nel secondo dopoguerra, a Roma, hanno contributo alla fondazione del Centro Oratori Romani e all'animazione degli Oratori parrocchiali.
Ce li immaginiamo riuniti intorno a un tavolo ovale, coperto da un panno di stoffa verde scuro, a discutere con passione di come fare, di cosa fare perché si compia la parola del Maestro: "Lasciate che i fanciulli vengano me".
Maria è con loro e li guida nell'Opera da Lei voluta e fondata per far conoscere Gesù ai fanciulli di Roma.

Maria Domina Nostra, ora pro nobis.
Gesù, amico dei fanciulli, benedici i fanciulli di tutto il mondo .

(dal sito dell' Oratorio S. Maria Regina Mundi)

La data è 4 novembre 1962 e si svolge nello sterrato dove oggi sorge la chiesa, su via Augusto Lupi. Francesco Carta è al centro, attorniato da un nugolo di bambine e bambini, sembra dare le indicazioni perché tutti possano partecipare e divertirsi. Noi lo ricordiamo così.